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L'esempio dei lombrichi.

Fumatori sull’attenti! Tom Szaky infatti, imprenditore ungherese, ispirandosi ai lombrichi come esempio di ciclo virtuoso nel quale la natura riutilizza tutto, si è messo in testa di riciclare anche i mozziconi di sigaretta. Grazie alla sua organizzazione, Terra Cycle, Tom ha fatto tesoro di ogni tipo di rifiuti e in particolare dei mozziconi di sigaretta che vengono sezionati al fine di dividere carta e tabacco, che finiranno nel compostaggio, dai filtri di acetato di cellulosa che verranno invece fusi e trasformati in una plastica utilizzabile per la realizzazione dei più svariati oggetti. Circa 35 milioni di persone in 22 paesi partecipano a programmi di raccolta TerraCycle, finanziati principalmente dalle imprese.
E ora aspettiamo di sapere come si ricicleranno…le sigarette elettroniche.



 

Coca-Cola Green

 

Migliorare l’efficienza dell’utilizzo dell’acqua fino al 35% in più: questo è stato l’incredibile risultato dello stabilimento di Atlanta della Coca-Cola Company che, proprio per questo progetto è stata premiata con l’Innovation in Small Projects Award dall’International Water Association, l’associazione internazionale senza fini di lucro che si propone di promuovere scambi di conoscenze e di esperienze nel settore dell’approvvigionamento idrico.Se attuato in tutti gli stabilimenti di imbottigliamento dell’azienda Coca Cola Company, questo nuovo approccio, iniziato nella fabbrica di Atlanta, potrebbe garantire risparmi fino a 100 miliardi di litri d’acqua all’anno. A partire dal 2013, intanto, tutti gli impianti a gestione diretta o per mezzo di partner seguiranno il protocollo avviato dalla società madre e da questa specifica attività l’azienda spera di ampliare lo spettro dei processi produttivi che possono beneficiare del riutilizzo delle acque.



Pausa caffé?

Si tratta di uno dei materiali più presenti nel rifiuto indifferenziato, se ne stima una media di ben 9 tonnellate soltanto all’interno di un comune di media grandezza. Ogni anno in Italia se ne consumano 1 miliardo, pari al 10% del consumo totale mondiale: stiamo parlando delle capsule da caffè ‘usa e getta’, che ancora oggi non possono essere riciclate e rappresentano un grosso inquinamento per il pianeta a causa della plastica di cui sono fatte.
Questo almeno fino all’invenzione di Gianpaolo Belloli, ingegnere lucchese, che ha realizzato un prototipo di compressa di caffè in più soluzioni alla quale possono essere applicati vari ’vestiti’. La compressa può essere infatti inserita in un involucro di alluminio polimateriale da gettare nel rifiuto multimateriale, oppure in un tubetto insieme ad altre compresse da gettare nella plastica, o ancora in una capsula in plastica o in acciaio, ma apribile, svuotabile e riutilizzabile.
In attesa che l’invenzione prenda piede possiamo ugualmente riciclare con inventiva le colorate capsule del caffe, facendone braccialetti, pendaglie e quant’altro…oppure ricorrere sempre al caffè in polvere!



Olio e tombini NON vanno d'accordo!


Prendiamo spunto da un articolo di Wired Italia che trovate a quest’indirizzo e che mette in luce le cattive abitudini di molti esercenti della nostra penisola, ancora poco informati sui pericoli dell’errato smaltimento degli oli alimentari, per ringraziare, al contrario, tutti gli aderenti alla campagna ecologica Ricircoliamo.
«Maddalena: 30 anni, [...] fino all'anno scorso [...] faceva la barista in un locale, all'ora dell'aperitivo. Qual era il cibo peggiore?
"Il fritto. Ricordo che l'olio delle patatine fritte e del pesce restava sempre lì. Quando era [...] (esausto) uscivano la sera e lo buttavano in un tombino all'esterno del locale: una cosa credo contro la legge e molto pericolosa anche per l'ambiente"».
Un’azione del tutto fuorilegge e criminosa nei confronti della natura! Possiamo invece fidarci di tutti gli aderenti a Ricircoliamo che trovate nella sezione 'CHI' del nostro sito.


Ballare all’ombra di un Totem.

Immaginate di connettervi ad internet. Nulla di trascendentale, giusto? Immaginate però di guidare per la città con la vostra macchina elettrica e di ricaricarvi ad una stazione. Anche qui, nulla di particolarmente impressionante, no? Ora immaginate di avere a vostra disposizione un macchinario in grado di ridurre il volume dei rifiuti e differenziarli. Non siete ancora particolarmente colpiti? Ebbene pensate di poter fare tutto questo grazie ad un unico totem che integra, in un solo meccanismo, tutte queste funzioni ed unisce alla gestione della raccolta differenziata, un sistema wifi per la connessione internet, una colonnina per la ricarica dei mezzi elettrici ed un’area per la pubblicità digitale. Il macchinario, sviluppato da Eurven, azienda veneta che realizza sistemi per il riciclo incentivante, è stato presentato alla fiera Ecomondo di Rimini mercoledì 7 novembre alle ore 15.00.

 

Una casetta per pipistrelli.

A proposito di grandi migrazioni, perché non dare una mano ai tanti animali in viaggio verso posti migliori costretti a passare attraverso le nostre città? A Rotterdam ci hanno pensato seriamente e hanno deciso di costruire un comodo pied a terre per pipistrelli tra i soffitti di oltre 60 fermate della metropolitana e dei bus, adatto alla nidificazione e al foraggio dei volatili.Il progetto si chiama Diverse Networks e punta a creare "fermate per uccelli" formate da almeno tre specie diverse di piante e arbusti, disposte a strati e in verticale, per creare le condizioni ottimali in grado di ospitare le circa 125 specie di volatili presenti a Rotterdam tra cui farfalle, libellule e cavallette. Una città decisamente green!


Mai più auto a benzina. 

Occhi aperti perché a partire dal 2015, all’interno dei concessionari norvegesi, non saranno più vendute auto a benzina: via libera ai soli mezzi a biodiesel, ibridi o elettrici! Il biodiesel può senza dubbio aiutare l'Europa a risolvere non solo i problemi di approvvigionamento energetico, riducendo drasticamente la sua dipendenza dal petrolio e quindi aiutare a risolvere la crisi economica, ma può anche mitigare gli effetti del riscaldamento del pianeta grazie al rilascio durante la combustione del CO2 in precedenza assorbito, con bilancio zero. La Norvegia è il secondo paese al mondo esportatore netto di gas e il settimo a esportare petrolio. Queste attività rappresentano un terzo (2008) degli introiti dello stato: la coraggiosa scelta è anche volta a destinare quote più alte all’esportazione del greggio, facendo di fatto calare il consumo interno. La decisione della Norvegia inoltre è in piena sintonia e, anzi, volta a precorrere, il 'EU Biomass Action Plan' con il quale, il Consiglio europeo punta a garantire entro il 2020 l’utilizzo obbligatorio di almeno il 10% di biofuel nei carburanti classici come la benzina o il diesel per i mezzi di trasporto.


Come sopravvivere (ecologicamente) agli zombie.

La festa più terrificante di tutto l’anno può diventare un’occasione per riciclare vecchi oggetti altrimenti inutilizzati, rendendo Halloween una festa davvero…‘green’!
Il consiglio più classico è quello di creare dei fantasmi svolazzanti per casa o in giardino ricorrendo a vecchie lenzuola o magliette bianche inutilizzate: in alcuni casi e attraverso pochi accorgimenti quello da fantasma può diventare anche un travestimento eco-friendly, semplice, ma d’effetto.Ovviamente per respingere l’orda di piccoli (e grandi), zombie, vampiri, licantropi e quant’altro dediti al tipico ‘dolcetto o scherzetto’ è necessario prepararsi per tempo: perché non acquistare prodotti equosolidali o biologici come l'ottima cioccolata? La tipica Jack’O'Lantern poi è irrinunciabile nella notte dei fantasmi, ma assicuratevi di utilizzare ogni parte della zucca per cucinare crostate, ravioli o torte salate, altrimenti potreste pensare di ottenere lo stesso effetto grazie a barattoli, lattine di alluminio verniciate e intagliate o bottiglie rifasciate di carta arancione in cui inserire led colorati.
Sarà un Halloween paurosamente...ecologico!


Quanto inquina la tua impronta?

Non tutti sono consapevoli del fatto che il nostro stile di vita influisca negativamente sul calcolo della, cosiddetta, impronta ecologica: ognuno di noi infatti, nel corso della giornata, produce una certa quantità di CO2 che va ad incidere sul consumo delle risorse che difficilmente si rigenerano alla stessa velocità con la quale ce ne disfiamo. Assumere delle eco-abitudini e diventare ricircoliatori è sicuramente il primo passo per ridurre la nostra Footprint, ma per capire davvero qual è la produzione di CO2 derivante dai nostri gesti quotidiani possiamo affidarci al sito visualization.geblogs.com dove possiamo scoprire, per esempio, quali sono i gesti ad impatto zero come cogliere una mela da un albero del nostro giardino (per i fortunati possessori di giardino), o lasciare asciugare i panni al sole. Per esempio la differenza tra mandare una semplice email testuale ed una con un grosso allegato è abissale: 4g la prima contro i 50g della seconda. E c’è chi si impegna a far quadrare i conti mettendo in relazione gli enti virtuosi e quelli che, al contrario, producono un’eccedenza di CO2 permettendo lo scambio di quote: si tratta di eco2care.
E voi quale impronta lasciate sulla terra?

 E se la pupù di Fido valesse oro?

Strade più pulite e internet senza fili grazie alla…cacca di cane! Precisamente: Fido e Whisky possono trasformarsi dai vostri maggiori alimentati ai vostri maggiori…alimentatori attraverso il Poo Wi Fi installato a Mexico City. Si tratta di una postazione internet alimentata dagli escrementi che mira ad ottenere due piccioni con una fava: strade pulite e internet per tutti! 70 grammi possono alimentare fino a 20 minuti di WiFi di cui possono beneficiare tutti gli utenti presenti nei dintorni. E Mexico City non è l’unica città a preoccuparsi della pulizia delle proprie strade e ad elaborare strategie innovative per eliminare le deiezioni canine: a New Taipey City hanno pensato di indire addirittura una lotteria con un premio finale di 2000 dollari. Per ogni sacchetto consegnato zeppo di cacca veniva restituito un biglietto della lotteria. Alla fine sono stati 14.500 i sacchetti consegnati, 4mila i partecipanti e un solo slogan dell’iniziativa: Bag it and win it. Raccoglila e vinci!

 
Energia dal futuro.

L’M13 è un amabile virus dalla simpatica caratteristica di infettare solo e solamente i batteri. I cervelloni del MIT, conosciuto l’affabile agente patogeno, dopo alcune allegre modifiche genetiche hanno deciso di metterlo a libro paga per un lavoro alternativo: produrre energia. Il microrganismo può diventare infatti un perfetto catodo, il polo positivo della pila, ed essere usato quindi per generare una differenza di potenziale capace di alimentare i più disparati dispositivi elettronici. Anche dal Maryland arrivano novità in tal senso: questa volta è stato il grande momento del virus del mosaico del tabacco, modificato per creare un elettrodo di silicio.
Presto coltiveremo le pile nei campi?


Ecologia 1 – Rifiuti Zero

Immaginate un mondo in cui non avremo più bisogno di cestini della spazzatura perché ogni oggetto e ogni rifiuto potrà essere riutilizzato e riconvertito direttamente in altro modo. Immaginate un’alternativa allo smaltimento che non richieda l’incenerimento in qualsivoglia forma, un futuro a rifiuti zero. Ora provate a smettere di immaginare e iniziate a segnarvi una data: 30 settembre, la giornata mondiale di azione contro l’incenerimento dei rifiuti promossa da GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives)! Con questa proposta si invitano le realtà locali a segnalare date, luoghi e descrizioni di, anche piccole, iniziative volte all’alternativa rifiuti zero. Ogni realtà locale potrà aggiungere il proprio logo alla celebrazione della giornata che sarà promossa a livello globale dando l’opportunità di far conoscere in ogni angolo del mondo la propria iniziativa. Almeno siam sicuri che…si risparmierà di TARSU!
Per info e contatti:
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+ 39 3382866215

 

Green Wedding.

Avete già fissato la data del vostro matrimonio? Congratulazioni! Quello sarà sicuramente il vostro giorno, ma perché non farlo diventare anche quello della Terra intera? Dai fiori in carta riciclata, all’abito da sposa realizzato in materiali eco-compatibili passando per il buffet nuziale biologico, tutto, nel giorno più importante della vita, può diventare eco-friendly evitando all’ambiente grossi sprechi e disagi. Sapevate, per esempio che la fattura di un semplice anello d’oro può equivalere alla produzione di circa 20 tonnellate di rifiuti? Attenzione: chiedere ai propri invitati e alla sposa di arrivare in bicicletta potrebbe essere però decisamente troppo…





 

 

 

 

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