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OonCandleMaker 


col vento in poppa

 

 

 

 

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pulmino ecologico

 

 

A lume di candela.

Cosa potremmo aspettarci da un’azienda che come philosophy propone “We make people love their waste” (letteralmente “Facciamo amare alle persone i loro rifiuti”)?
Chiaramente che s’inventi una macchina per gestire, in maniera creativa, l’olio usato in cucina. L’azienda Oon ha sede a Lisbona e lavora dal 2008 cercando di trovare soluzioni creative e facilmente realizzabili anche in ambiente domestico per il riutilizzo dei rifiuti. Ed è infatti il compito di Oon candle maker, un elettromestico capace di raccogliere l’olio usato e lavorarlo con colori ed essenze naturali, creando delle candele, profumate.
Ormai lo sapete: l’olio esausto NON va gettato nel lavandino né nel wc, ma raccolto e portato alle campane per la raccolta differenziata, da cui verrà ricavato biodiesel e glicerina, evitando inquinamento e sostenendo attivamente la cultura del riciclo.
Altra soluzione è quella di acquistare Oon candle maker e creare tutte le candele che il vostro consumo di olio saprà regalarvi.
Ma in caso non vogliate sostenere una spesa di circa 300 euro per l'acquisto dell'intero kit, potete sempre acquistare le eco candele derivate dalla lavorazione dell’olio, disponibili in diverse profumazioni…ovviamente tutte naturali!

 Col vento in poppa!

Giornate ventosette? Attendiamo il 15 giugno, giornata in cui si festeggerà, in tutta Europa, il Wind Day, la giornata del vento. No, non si tratta di un’apologia del ciclone, ma di un’iniziativa promossa dall’Ewea (the European Wind Energy Association) e dal Gwec (Global Wind Energy Council) per divulgare informazioni sull'importanza dell'eolico, combattere la crisi climatica e contribuire a raggiungere gli obiettivi europei di produzione di energia da fonti rinnovabili decisi per il 2020, nel rispetto del Protocollo di Kyoto.
Mentre in Italia c’è poco di cui essere contenti al riguardo, tra ritardi e barriere burocratiche insormontabili, chi davvero potrà festeggiare alla grande è la Spagna, meritevole di aver raggiunto, con la sola energia eolica, più del 21% della domanda energetica. Oltre ad aver superato l’energia nucleare, lo sviluppo delle energie pulite ha permesso la drastica riduzione delle emissioni di CO2 del 23% e gli spagnoli non si sono fermati qui. Oltre all'eolico infatti, anche l’energia solare ha subìto un forte incremento che ha contribuito a far chiudere il 2013 della Spagna all'insegna delle rinnovabili, con la copertura di quasi la metà della capacità installata nel Paese attraverso energia pulita.

 

 Ridurre l'inquinamento atmosferico è possibile!

Se negli ultimi anni, gli incidenti aerei hanno ucciso circa mille persone all'anno, una ricerca del prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Technology) evidenzia come le emissioni derivanti dagli aerei che volano ad un’altitudine di 35.000 metri emettano sostanze inquinanti che causerebbero circa 8.000 morti all'anno a livello globale. Le emissioni di CO2 su una tratta come Londra-Parigi o Londra Bruxelles coperta in aereo sarebbero infatti dieci volte superiori rispetto allo stesso tragitto compiuto in treno.
Così istituzioni e privati hanno cominciato ad attuare piani d’azione, strategie e ricerche tese a limitare l’inquinamento derivante dal traffico aereo.
Clean Sky, per esempio, è uno dei programmi più ambiziosi di ricerca aeronautica mai lanciato in Europa. La sua missione è quella di sviluppare tecnologie innovative per aumentare in modo significativo le prestazioni ambientali degli aerei e del trasporto aereonautico, con conseguente riduzione del consumo di carburante. In Inghilterra invece sono stati sperimentati degli speciali schermi antinquinamento, chiamati baffle, in grado di convogliare verso l’alto i gas di scarico dei velivoli in partenza e in arrivo, eliminandoli dalla fascia atmosferica vicina al suolo. Anche in Russia il fronte dell’inquinamento aeroportuale inizia a essere combattuto attraverso il finanziamento alle ricerche sull’energia solare come fonte alternativa per l’alimentazione dei velivoli più leggeri.
Diverso invece l’impegno italiano che al contrario guarda alla progettazione di nuovi motori anziché alla ricerca di fonti alternative...sarà la strada giusta?

 

Wow! Un bicchiere d'acqua fresca.

Wow non è un'esclamazione fumettistica, ma un acronimo che sta a significare Wonderful Water, la nuova macchina in grado di purificare ogni tipo di acqua inquinata senza alcun filtro. Fantascienza? Niente affatto come promette Adriano Marin, ingegnere e imprenditore padovano che ha sviluppato, praticamente nel garage di casa, il suo progetto nato per motivi umanitari: «All’inizio ho investito solo qualche centinaio di euro e un bel po’ di tempo. Poi, dopo anni di esiti banali, quando il risultato finalmente è arrivato, l’investimento si è fatto più consistente. Per le analisi dell’acqua radioattiva depurata e il deposito dei brevetti, in corso in diversi Paesi, dall’Italia alla Russia fino agli Usa, ho destinato al progetto centinaia di migliaia di euro».
Wow è un sistema di un metro cubo di volume, che attraverso una serie di procedure termodinamiche, capaci di moltiplicare gli effetti della distillazione e dell’evaporazione, consente di ottenere acqua a tutti gli effetti pura. Anche da acque radioattive: una possibile soluzione per i fanghi radioattivi residui di Fukushima.
Wow, oltre che nel campo della decontaminazione, si presta però anche ad altre applicazioni per la purificazione dell’acqua, ad esempio la desalinazione, per dare acqua potabile ai Paesi più assetati del pianeta.



 CruciVerde: il gioco dell'ambiente.

Le parole, si sa, hanno un grande potere: ne uccide più la penna che la spada, come si dice. Proprio per questo ReMEdia, Consorzio nato nel 2005 ad opera di oltre 40 aziende del settore dell'Elettronica di Consumo e dell'ICT, ha pensato che tenere bene a mente alcuni termini o rilanciare determinate parole possa essere un modo per aiutare l'ambiente incrementando pratiche virtuose ed ecologiche. E' su facebook, accedendo alla pagina del Consorzio ReMEDia, che possiamo giocare quindi al Cruci-Green, il classico gioco contenuto nei settimanali e nelle riviste di enigmistica diretto però in chiave eco. Il Cruci-Green può essere condiviso per organizzare sfide virtuali assieme agli amici. Pronti a battervi per l'ambiente?  

 

 

 

Un percorso stellato!

Questa nuova tecnologia è dedicata a voi tutti amanti delle strade ben illuminate ma con un occhio sempre attento all’ecologia e al risparmio energetico: stiamo parlando di Starpath, letteralmente traducibile in “percorso stellato”.E quello che può fare Starpath, in effetti, non è nient’altro (si fa per dire) che rendere luminose le nostre strade, senza alcun bisogno di elettricità o ingombranti lampioni. Come? Starpath è un prodotto che può essere applicato sopra ogni superficie come per esempio asfalto, cemento, legno e qualunque altra cosa vi venga in mente. È insomma un’alternativa più che valida all’illuminazione stradale notturna, un’occasione di risparmio economico per le istituzioni e di risparmio energetico per noi tutti.Come funziona? Lo spray impermeabile di Starpath assorbe i raggi ultravioletti durante il giorno ed emette luce durante la notte grazie a un composto fosforescente mescolato in una sostanza elastomerica.«Non c’è niente di simile al momento» afferma Hamish Scott, a capo di Pro-Teq Surfacing «il nostro prodotto è in grado di adattarsi alla luce naturale, quindi se è buio pesto la luminosità della strada aumenta, se invece c’è più luce – per esempio durante le notti di luna piena – la copertura si regola di conseguenza». E c’è proprio da crederci!
[Per approfondimenti clicca il link qui o l'immagine a fianco]

 

Un autobus tutto verde.

Sotto le ruote, sopra un giardino: avete mai pensato di viaggiare accompagnati da…un intero prato verde? Da oggi si può: si chiama Phytokinetic Bus, già sulle strade di Girona, in Spagna: non solo è pensato per minimizzare le emissioni dannose del mezzo ma anche per migliorare l’aria della città. Il giardino pensile infatti, posto sopra il tetto del mezzo, assorbe le emissioni di anidride carbonica, restituisce ossigeno e mitiga la temperatura all’interno del veicolo. È un vero e proprio mondo in miniatura: l'acqua necessaria a irrigare l'ameno praticello deriva infatti direttamente dalla condensa generata dagli impianti di condizionamento.
Il manto erboso inoltre cresce in una schiuma idroponica con uno spessore di soli 7 centimetri, capace di intrappolare l’umidità senza pesare sulla struttura del bus.
Il colore della carrozzeria del mezzo, neanche a dirlo è…verde!

 

A scuola grazie alla frittura.

Si sa: non si fa altro che parlar di crisi e ciò fa sì che le persone si organizzino nei modi più creativi per contrastarne gli effetti.
A volte la soluzione è molto semplice, perfino banale. Quando poi è anche attenta all’ambiente può diventare un vero e proprio circolo virtuoso e un esempio da imitare.
A Caltanissetta, per esempio, i tagli al servizio di trasporto hanno lasciato a piedi i piccoli studenti dell’Istituto Comprensivo Vittorio Veneto, con il comprensibile disagio dei genitori, in particolare di quelli residenti in periferia.
Di necessità virtù e genitori e insegnanti, riunitisi assieme per trovare una soluzione, hanno deciso di trasformare gli oli utilizzati in biocarburante per il pulmino della scuola. Il percorso è semplice: dalle fritture di casa e dai commercianti che di buon grado hanno voluto aderire al progetto, gli oli vengono raccolti nell’istituto e trasportati fino al Parco scientifico e tecnologico della Sicilia che attua la magia trasformandoli in biodiesel grazie al quale i bimbi possono raggiungere la scuola.
Una storia ecologica a lieto fine!

 

 

 

 

 

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